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Paolo e Maria partono per l’Andropoli. – Una sera nel golfo di Spezia.

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Dic 282014
 

Paolo e Maria lasciarono Roma, capitale degli Stati Uniti
d’Europa, montando nel più grande dei loro aerotachi, quello
destinato ai lunghi viaggi.
È una navicella mossa dall’elettricità. Due comode poltrone
stanno nel mezzo e con uno scattar di molla si convertono in
comodissimi letti. Davanti ad esse una bussola, un tavolino e
un quadrante colle tre parole: moto, calore, luce.
Toccando un tasto l’aerotaco si mette in moto e si gradua la
velocità, che può giungere a 150 chilometri all’ora. Toccando
un altro tasto si riscalda l’ambiente alla temperatura che si desidera,
e premendo un terzo si illumina la navicella. Un semplice
commutatore trasforma l’elettricità in calore, in luce, in movimento;
come vi piace.
Nelle pareti dell’aerotaco eran condensate tante provviste,
che bastavano per dieci giorni. Succhi condensati di albuminoidi
e di idruri di carbonio, che rappresentano chilogrammi di
carne e di verdura; eteri coobatissimi, che rifanno i profumi di
tutti i fiori più odorosi, di tutte le frutta più squisite. Una piccola
cantina conteneva una lauta provvista di tre elisiri, che eccitano
i centri cerebrali, che presiedono alle massime forze della
vita; il pensiero, il movimento e l’amore.
Nessun bisogno nell’aerotaco di macchinisti o di servi, perchè
ognuno impara fin dalle prime scuole a maneggiarlo, a innalzare
o ad abbassare secondo il bisogno e a dirigerlo dove
volete andare. In un quadrante si leggono i chilometri percorsi,
la temperatura dell’ambiente e la direzione dei venti.
Paolo e Maria avevano portato seco pochi libri e fra questi
L’anno 3000, scritto da un medico, che dieci secoli prima con

bizzarra fantasia aveva tentato di indovinare come sarebbe il
mondo umano dieci secoli dopo.
Paolo aveva detto a Maria:
– Nel nostro lungo viaggio ti farò passar la noia, traducendoti
dall’italiano le strane fantasie di questo antichissimo scrittore.
Son curioso davvero fin dove questo profeta abbia indovinato il
futuro. Ne leggeremo certamente delle belle e ne rideremo di
cuore.
È bene a sapersi che nell’anno 3000 da più di cinque secoli
non si parla nel mondo che la lingua cosmica. Tutte le lingue
europee son morte e per non parlare che dell’Italia, in ordine
di tempo l’osco, l’etrusco, il celtico, il latino e per ultimo
l’italiano.
Il viaggio, che stanno per intraprendere Paolo e Maria, è lunghissimo.
Partiti da Roma vogliono recarsi ad Andropoli, capitale
degli Stati Uniti Planetarii, dove vogliono celebrare il loro
matrimonio fecondo, essendo già uniti da cinque anni col matrimonio
d’amore. Essi devono presentarsi al Senato biologico
di Andropoli, perchè sia giudicato da quel supremo Consesso
delle scienze, se abbiano o no il diritto di trasmettere la vita ad
altri uomini.
Prima però di attraversare l’Europa e l’Asia per recarsi alla
capitale del mondo, posta ai piedi dell’Imalaia, dove un tempo
era Darjeeling, Paolo voleva che la sua fidanzata vedesse la
grande Necropoli di Spezia, dove gli Italiani dell’anno 3000
hanno come in un Museo raccolte tutte le memorie del passato.
Maria fino allora aveva viaggiato pochissimo. Non conosceva
che Roma e Napoli e il pensiero dell’ignoto la inebbriava. Non
aveva che vent’anni, avendo data la mano d’amore a Paolo da
cinque anni.
Il volo da Roma a Spezia fu di poche ore e senza accidenti. Vi
giunsero verso sera, e dopo una breve sosta in uno dei migliori
alberghi della città, cavarono fuori dall’aerotaco una specie di
mantello di caucciù, che si chiama idrotaco e che gonfiato da
uno stantuffo in pochi momenti si converte in un barchetto comodo
e sicuro. Anche qui nessun bisogno di barcaiuolo e di servi.
Una macchinetta elettrica, non più grande di un orologio da
caminetto, muove l’idrotaco sulle onde, colla velocità che si
desidera.

Il Golfo di Spezia era in quella sera divino. La luna dall’alto,
nella pace serena della sua luce, spargeva su tutte le cose come
un fiato soave di malinconia. Monti, monumenti, isole parevano
di bronzo; immoti come chi è morto da secoli. La scena
sarebbe stata troppo triste, se le onde chiacchierine, che parevano
cinguettare e ridere fra la rete infinita d’argento, che le
inserrava come migliaia di pesciolini presi nella rete dal pescatore,
non avessero dato al golfo un palpito di vita.
I due fidanzati si tenevano per mano e si guardavan negli occhi.
Si vedevano anch’essi come velati in quella luce crepuscolare,
che toglie la durezza degli oggetti; facendo giganti le anime
delle cose.
– Vedi, Maria, – disse Paolo a lei, quando potè parlare: – qui
intorno a noi dormono nel silenzio più di ventimila anni di storia
umana. Quanto sangue si è sparso, quante lagrime si son
versate prima di giungere alla pace e alla giustizia, che oggi
godiamo e che pure sono ancora tanto lontane dai nostri ideali.
E sì, che fortunatamente per noi, dei primi secoli dell’infanzia
umana, non ci son rimaste che poche armi di pietra e confuse
memorie. Dico fortunatamente, perchè più andiamo addietro
nella storia e più l’uomo era feroce e cattivo.
E mentre egli parlava, si andavano avvicinando alla Palmaria,
convertita allora in un grande museo preistorico.
– Vedi, Maria, qui vissero in una grotta dieci o venti secoli or
sono uomini, che non conoscevano metalli e si vestivano colle
pelli delle fiere. Sulla fine del secolo XIX un antropologo di Parma,
certo Regalia, illustrò questa grotta, che era detta dei Colombi,
descrivendone gli avanzi umani e animali, ch’egli vi aveva
trovati. In quel tempo però, cioè sulla fine del secolo XIX,
tutta l’isola era coperta di cannoni, ed una batteria grande, un
vero miracolo di arte omicida, difendeva il golfo dagli assalti
del nemico.
Tutto il golfo del resto era un trabocchetto gigantesco per
uccidere gli uomini. Sui monti, cannoni; sulle sponde, cannoni;
sulle navi, cannoni e mitragliatrici: tutto un inferno di distruzione
e di orrore.
Ma già qualche secolo prima questo golfo portava memorie
di sangue. Lì ad oriente sopra Lerici tu vedi un antichissimo castello,
dove fu prigioniero un re di Francia, Francesco I, dopochè
ebbe perduta la battaglia di Pavia.

Noi non vediamo più l’ecatombe di ossa, che devono trovarsi
sul fondo del mare, perchè sul principio del secolo XX ebbe luogo
una terribile battaglia navale, a cui presero parte tutte le
flotte d’Europa; mentre per fatale coincidenza in Francia si
combatteva un’altra grande battaglia.
Si battevano per la pace e per la guerra, e l’Europa era divisa
in due campi. Chi voleva la guerra e chi voleva la pace; ma per
volere la pace si battevano, e un gran mare di sangue imporporò
le onde del Mediterraneo e allagò la terra. In un solo giorno
nella battaglia di Spezia e in quella di Parigi morì un milione di
uomini. Qui dove noi siamo ora, godendo le delizie di questa
bellissima sera, saltarono in aria in un’ora venti corazzate, uccidendo
migliaia di giovani belli e forti; che avevano quasi tutti
una madre, che li attendeva; tutti una donna che li adorava.
La strage fu così grande e crudele, che l’Europa finalmente
inorridì ed ebbe paura di sè stessa. La guerra aveva uccisa la
guerra e da quel giorno si mise la prima pietra degli Stati Uniti
d’Europa.
Quei giganti neri, che vedi galleggiare nel Golfo sono le antiche
corazzate, che rimasero incolumi in quel giorno terribile.
Ogni nazione d’allora vi è rappresentata: ve n’ha di italiane, di
francesi, d’inglesi, di tedesche. Oggi si visitano come curiosità
da museo e domattina ne vedremo qualcuna. Vedrai come in
quel tempo di barbari, ingegno e scienza riunivano tutti i loro
sforzi per uccidere gli uomini e distruggere le città. E figurati,
che uccidere in grande era allora creduta gloria grandissima e
i generali e gli ammiragli vincitori erano premiati e portati in
trionfo. – Poveri tempi, povera umanità!
Però, anche dopo aver abolita la guerra, l’umana famiglia
non ebbe pace ancora. Vi erano troppi affamati e troppi infelici;
e la pietà del dolore, non la ragione, portò l’Europa al
socialismo.
Fu sotto l’ultimo papa (credo si chiamasse Leone XX), che un
re d’Italia scese spontaneo dal trono, dicendo che voleva per il
primo tentare il grande esperimento del socialismo. Morì fra le
benedizioni di tutto un popolo e i trionfi della gloria. I suoi colleghi
caddero protestando e bestemmiando.
Fu una gran guerra, ma di parole e di inchiostro; fra repubblicani,
conservatori e socialisti; ma questi la vinsero.

L’esperimento generoso, ma folle, durò quattro generazioni,
cioè un secolo; ma gli uomini si accorsero di aver sbagliato
strada. Avevano soppresso l’individuo e la libertà era morta per
la mano di chi l’aveva voluta santificare. Alla tirannia del re e
del parlamento si era sostituita una tirannia ben più molesta e
schiacciante, quella d’un meccanismo artificiale, che per proteggere
e difendere un collettivismo anonimo soffocava e spegneva
i germi delle iniziative individuali e la santa lotta del primato.
Sopprimendo l’eredità, la famiglia era divenuta una fabbrica
meccanica di figliuoli e di noie sterili e tristi.
Un gran consesso di sociologi e di biologi seppellì il socialismo
e fondò gli Stati Uniti del mondo, governato dai migliori e
dai più onesti per doppia elezione. Al governo delle maggioranze
stupide subentrò quello delle minoranze sapienti e oneste.
L’aristocrazia della natura fu copiata dagli uomini, che ne fecero
la base dell’umana società. Ma pur troppo non siamo ancora
che a metà del cammino. L’arte di scegliere gli ottimi non è ancora
trovata; e pensatori e pensatrici, i sacerdoti del pensiero e
le sacerdotesse del sentimento, travagliano ancora per trovare
il modo migliore, perchè ogni figlio di donna abbia il posto legittimo,
che la natura gli ha accordato nascendo.
Si sono soppressi i soldati, il dazio consumo, le dogane, tutti
gli strumenti della barbarie antica. Si è soppresso il dolore fisico,
si è allungata la vita media, portandola a 60 anni; ma esiste
ancora la malattia, nascono ancora dei gobbi, dei pazzi e dei
delinquenti, e il sogno di veder morire tutti gli uomini di vecchiaia
e senza dolore è ancora lontano.
Maria taceva, ascoltando, e Paolo tacque anch’egli, come oppresso
da una grande malinconia. I ventimila anni di storia gli
parevano troppo lungo tempo per così piccolo cammino percorso
sulla via del progresso.
Maria volle rompere quel silenzio e dissipare quella malinconia;
e coll’agilità mobile e intelligente che hanno tutte le donne,
volle far fare al pensiero del suo compagno un gran salto.
– Dimmi, Paolo, perchè fra le tante lingue morte tu hai studiato
con particolare amore l’italiano? È una curiosità che ho da
un pezzo e che tu non mi hai mai soddisfatto. Non sarà di certo
per poter leggere nell’originale L’anno 3000?
– No, mia cara, è perchè la letteratura italiana ci ha lasciato
la Divina Commedia e Giovanin Bongè, Dante e Carlo Porta, i

due poeti massimi del sublime e del comico. Li leggeremo insieme
questi due grandi poeti e tu vedrai che ho cento ragioni
di voler studiare l’italiano prima d’ogni altra lingua morta.
Nessuno ha saputo toccare tutte le corde del cuore umano
come l’Allighieri e nessuno ci ha fatto ridere più umanamente
del Porta.
Per capire però il Porta non basta saper l’italiano, ma si deve
studiare il milanese, un dialetto molto celtico, che si parlava
dieci secoli or sono in gran parte della Lombardia, quando
l’Italia aveva più di venti dialetti diversi.
E poi, anche senza Dante o senza il Porta, io avrei studiato
l’italiano prima d’ogni altra lingua morta, perchè essa era la figlia
prediletta e primogenita del greco e del latino e in sè concentrava
i succhi di due fra le massime civiltà del mondo, e ad
esse se n’aggiunse una terza di suo, non meno gloriosa delle altre.
Parlando italiano si ripensa Socrate e Fidia, Aristotile e
Apelle; si ripensa Cesare e Tacito; Augusto e Orazio; Michelangelo
e Galileo; Leonardo e Raffaello. Mai nessuna altra lingua
ebbe una genealogia più nobile e più grande. Ecco anche perchè,
quando si fondarono gli Stati Uniti d’Europa, per facile
consenso di tutti, Roma fu scelta a capitale.
– Paolo mio, tu mi fai troppo superba di essere romana!
E di nuovo i due fidanzati tacquero, mentre il loro idrotaco
scorreva sulle onde del golfo, rompendo ad ogni suo movimento
le maglie della rete d’argento, distesa sul pelo dell’acqua.
Intanto si avvicinavano all’antico Arsenale di Spezia e un suono
monotono e lugubre giungeva al loro orecchio; ora confuso
e appena percettibile, ora chiaro e distinto; secondo le vicende
della brezza notturna.
Gli occhi di Paolo e di Maria si volgevano là donde quel suono
veniva e pareva che sorgesse dall’onda, dove un corpo rotondo
galleggiava sull’acqua, come un’immensa testuggine
marina.
Verso quel punto diressero la loro navicella e il suono si andava
facendo più forte e più triste. A pochi passi da quel corpo
galleggiante fermarono l’idrotaco.
– Che cos’è questo corpo?
– È un’antica boa, a cui i barbari del secolo XIX attaccavano
le loro corazzate maggiori. È rimasta qui dopo tanti secoli

arrugginita e obbliata per memoria di un tempo, che per fortuna
degli uomini non ritornerà più.
Intanto il suono triste e monotono, che usciva dalla boa, era
divenuto chiarissimo.
Era un suono doppio e straziante, fatto di due note; un lamento
e un tonfo. Prima era un ihhh stridente e prolungatissimo,
e poi, dopo una pausa breve, un bumhh cupo e profondo, e
una nuova pausa, e un ripetersi incessante del lamento e del
tonfo.
Anche il cuore umano misura il breve giro del quadrante della
vita con due suoni alterni, un tic e un tac; ma son suoni allegri,
quasi festosi.
Quell’ihhh e quel bumhh invece sembravano i palpiti di un
cuore gigantesco e straziato, che battesse il tempo del nostro
pianeta.
– Dio mio, dimmi, Paolo, perchè quella boa si lamenta? Par
che soffra e pianga.
– Pazzarella, – rispose egli, sorridendo forzato. – Il lamento è
lo stridere dell’anello arrugginito della boa e il tonfo è il batter
dell’onda sulla cassa vuota.
Paolo però, dando la spiegazione fisica di quel suono alterno,
era preoccupato da altri pensieri, che spaziavano in un mondo
più alto e più lontano.
E i due tacquero ancora e lungamente.
– Andiamo via, torniamo a terra, questa boa mi fa terrore, mi
fa piangere.
– Hai ragione, andiamo via. Questo lamento rattrista anche
me. Mi par di veder qui l’immagine dolorosa di tutta la storia
umana. Un lamento, che sorge dalle viscere dei bambini appena
nati, dei giovani straziati dall’amore, dei vecchi che hanno
paura della morte; di tutti i malcontenti, di tutti gli affamati di
pane o di gloria, di ricchezza o di amore. Un lamento, che si innalza
da tutto il pianeta, che piange e domanda al cielo il perchè
della vita, il perchè del dolore.
E a quel lamento di tutto il pianeta risponde il destino, il fato
con quel tonfo cupo e profondo:
Così è, così deve essere, così sarà sempre.
– No, Paolo, non è così, non sarà sempre così! Pensa alle corazzate
omicide che non ci son più, pensa alla guerra che più
non esiste; pensa al progresso che mai non posa. Anche questa

boa, che sembra ripeterci coi suoi palpiti l’eterno lamento
dell’umanità, e la crudele risposta del fato, tacerà un giorno,
disciolta dalle acque del mare… .
– E così sia, – disse Paolo, accelerando il moto della navicella,
per fuggire all’incubo di quel suono lamentevole e straziante…
… … .
Al mattino seguente il sole più fulgido brillava nel cielo di
Spezia invece della luna. La vita operosa del lavoro teneva dietro
alla malinconia della notte; e i due fidanzati, dopo aver visitato
alcune carcasse delle vecchie corazzate, rimontando
nell’aerotaco, spiccarono il volo verso Oriente, donde sempre è
venuta agli uomini colla luce del giorno la speranza, che mai
non muore.

 

fine Capitolo 1
L’anno 3000
Paolo Mantegazza

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Alabama Music Hall of Fame, Tuscumbia, Alabama

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Napoli
Via San Domenico, 24 – 80126 Napoli (NA)
Tel.339 6699642

 

NEW FAMILY VIGILANTE ELENA

Case di riposo

Napoli
6, Via Tino Di Camaino – 80128 Napoli (NA)
Tel.081 5562970

 

PENSIONE LA DOLCE ETA’ DI TRENTOLA ANNA

Case di riposo

Napoli
221, Via Dioclezioano – 80100 Napoli (NA)
Tel.081 7623459, 081 7624433

 

SANITEL HOUSE S.A.S.

Case di riposo

Napoli
2, Via Abate Sergio – 80129 Napoli (NA)
Tel.081 5587543

 

SANITEL HOUSE S.A.S. DI ISAIA GUIDO

Case di riposo

Napoli
11, Via Sanfelice Luigia – 80127 Napoli (NA)
Tel.081 5564592

 

TREVI S.A.S. DI LUCIO MAIORANO & C.

Case di riposo

Napoli
110, Via Scarlatti Alessandro – 80127 Napoli (NA)
Tel.081 5780307

 

VILLA CHRISTIN S.A.S.

Case di riposo

Marano Di Napoli
265, Via S. Rocco – 80016 Marano Di Napoli (NA)
Tel.081 5762235

 

VILLA DELLE FATE NONNA ANNA DI ESPOSITO GIUSEPPE &

Case di riposo

Napoli
16, Via S. Anna Dei Lombardi – 80134 Napoli (NA)
Tel.081 5519388

 

VILLA VITTORIA SRL UNIPERSONALE

Case di riposo

Napoli
52/54, Via Comunale Cannavino – 80126 Napoli (NA)
Tel.081 5885401

 

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Case di riposo a Milano

 Case di riposo  Commenti disabilitati su Case di riposo a Milano
Dic 282014
 

CASA DI RIPOSO PER MUSICISTI – FONDAZIONE GIUSEPPE

Case di riposo

Milano
29, P. Buonarroti – 20149 Milano (MI)
Tel.02 4996009

 

CASA DI RIPOSO VILLA ROSA

Case di riposo

Milano
134/A, P. Repubblica – 54011 Milano (MI)
Tel.0187 414297, 392 2832304

 

PIA UNIONE I.S.M.E.T.

Case di riposo

Milano
40, Via Pezzotti Giovanni – 20141 Milano (MI)
Tel.02 89504979, 02 89501394

 

CASA PER CONIUGI

Case di riposo

Milano
19, Via Dei Cinquecento – 20139 Milano (MI)
Tel.02 5392964

 

RESIDENZA AMBROSIANA RSA SRL

Case di riposo

Milano
63, Via Olgettina – 20132 Milano (MI)
Tel.02 26309516, 02 39542429

 

PIO ALBERGO TRIVULZIO

Case di riposo

Milano
15, Via Antonio Tolomeo Trivulzio – 20146 Milano (MI)
Tel.02 4029318

 

POLO DIALISI LOMBARDO SRL

Case di riposo

Milano
27, V. S. Faustino – Milano (MI)
Tel.02 21711570

 

FONDAZIONE SAN GIUSEPPE MOSCATI ONLUS

Case di riposo

Milano
27, Via Orti – 20122 Milano (MI)
Tel.02 59902169, 02 55187239

 

LA PICCOLA CASA DEL RIFUGIO

Case di riposo

Milano
3, Via Antonini Giacomo – 20141 Milano (MI)
Tel.02 84892204

 

SACCARDO GESTIONE SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE A R.

Case di riposo

Milano
45, Via Saccardo Pietro Andrea – 20134 Milano (MI)
Tel.02 21591194

 

RESIDENZA PARCO SEMPIONE

Case di riposo

Milano
Piazza Volontari Batt.Ne Lombardo Vca 1915, 3 – Milano (MI)
Tel.02 31826001, 02 318261

 

ISTITUTO VIRGILIO FERRARI

Case di riposo

Milano
14, Via Dei Panigarola – 20139 Milano (MI)
Tel.02 5391194

 

RESIDENZA PER ANZIANI EMMAUS

Case di riposo

Milano
71/73, V. Baroni – 20142 Milano (MI)
Tel.02 89304963

 

ISTITUTO AUXOLOGICO ITALIANO – RSA MONSIGNOR BICCH

Case di riposo

Milano
90, Via Mose’ Bianchi – 20149 Milano (MI)
Tel.02 619118297

 

PROVINCIA LOMBARDO VENETA DELL’ORDINE OSPEDALIERO

Case di riposo

Milano
12, Via S. Vittore – 20123 Milano (MI)
Tel.0371 2071, 02 2071

 

MED SERVICES SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE

Case di riposo

Milano
21, Via Capri – 20153 Milano (MI)
Tel.02 48916905, 02 45329842

 

PROVINCIA RELIGIOSA S.MARZIA

Case di riposo

Milano
19, Viale Caterina Da Forli’ – 20146 Milano (MI)
Tel.02 4294001, 02 4294451

 

RESIDENZE ANNI AZZURRI S.R.L.

Case di riposo

Milano
1, Via Ciovassino – 20121 Milano (MI)
Tel.02 6713281

 

RESIDENZA SAN FAUSTINO

Case di riposo

Milano
Via San Faustino, 21 – Milano (MI)
Tel.02 21095200

 

RESIDENZE ANNI AZZURRI SRL

Case di riposo

Milano
10, Via Stratico Simone – 20148 Milano (MI)
Tel.02 40011675, 02 48712273

 

RESIDENZA SAN LUCA

Case di riposo

Milano
Via San Luca, 4 – Milano (MI)
Tel.02 576911, 02 58304855

 

RESIDENZE SEGESTA

Case di riposo

Milano
9, Via Parenzo – 20143 Milano (MI)
Tel.02 8130803, 02 83127190

 

ISTITUTO GERIATRICO MILANESE SPA

Case di riposo

Milano
7, Via Arsia – 20157 Milano (MI)
Tel.02 332772400

 

R.S.A. SAN FRANCESCO D’ASSISI

Case di riposo

Milano
P. Piccoli Martiri – 20127 Milano (MI)
Tel.02 27007105

 

GDF GROUP SPA – GRUPPO DELLA FRERA

Case di riposo

Milano
27, V. S. Faustino – 20134 Milano (MI)
Tel.02 61298891

 

O.P.FONDAZIONE BIFFI

Case di riposo

Milano
7, Corso Magenta – 20123 Milano (MI)
Tel.02 86984767

 

LA CASA DEI CONIUGI

Case di riposo

Milano
19, Via Dei Cinquecento – 20139 Milano (MI)
Tel.02 57409217

 

GIOVANNI XXIII S.R.L.

Case di riposo

Milano
7, Via Termopili – 20127 Milano (MI)
Tel.340 8264571

 

SEGESTA2000 S.R.L.

Case di riposo

Milano
14/16, Via Quadrio Maurizio – 20154 Milano (MI)
Tel.02 29011333, 02 6268951

 

GRUPPO LE RESIDENZE

Case di riposo

Milano (MI) vedi le altre sedi in Lomb
13, V. S. M. Fulcorina – 20123 Milano (MI) – vedi le altre sedi in Lom
Tel.02 58308080, 800 397009

 

RESIDENZA AMBROSIANA

Case di riposo

Milano
Via Saporiti Gerolamo 37/R – 20153 Milano (MI)
Tel.02 26309933

 

DOMUS PATRIZIA

Case di riposo

Milano
20, V. Pier Lombardo – 20135 Milano (MI)
Tel.02 55181486

 

COMUNITA’ ALLOGGIO PER ANZIANI L’APPRODO SOC.COOP.

Case di riposo

Milano
29, V. Prandina – 20128 Milano (MI)
Tel.02 27206036

 

CASA DI RIPOSO IL NUOVO FOCOLARE SANTA MARIA DI LO

Case di riposo

Milano
29, V. G.B. Martini – 20131 Milano (MI)
Tel.02 28040623

 

CASA DI RIPOSO VILLAVERDE

Case di riposo

Milano Marittima
170, Viale Matteotti – 48015 Milano Marittima (RA)
Tel.0544 995172, 0544 998021

 

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Pizzerie a Palermo

 Altro  Commenti disabilitati su Pizzerie a Palermo
Dic 272014
 

PIZZERIA RISTORANTE AL 59 S.R.L.

pizzerie

Palermo
59, P. G. Verdi
Tel.091 583139

 

PIZZERIA PECO’S PIZZA

pizzerie

Palermo
63, Via Dei Nebrodi
Tel.091 519859

 

VILLA ANTIGONE RISTORANTE PIZZERIA GRILL

pizzerie

Palermo
40, Via Antigone
Tel.091 454306

 

RISTORANTE CINESE SHANG HONG PIZZERIA TRATTORIA

pizzerie

Palermo
36/B, Via Marchese Roccaforte
Tel.091 545485

 

DA FRANCO TESTAVERDE PIZZERIA – SPECIALITA’ PESCE

pizzerie

Palermo
135, Via Castelforte
Tel.091 455032

 

PIZZERIA ALBERTONE

pizzerie

Palermo
115, V. Duca Della Verdura
Tel.091 303218, 393 9415811

 

ANTICO BAR PIZZERIA RISTORANTE FERRARA

pizzerie

Palermo
46, P. Giulio Cesare
Tel.091 6168400, 333 5304667

 

LA DOLCE VITA DI CARR@ WALTER RISTORANTE PIZZERIA

pizzerie

Palermo
17, Via Giusti Giuseppe
Tel.091 300074

 

BIG APPLE

pizzerie

Palermo
52, Viale Emilia
Tel.091 516141

 

DON CARMELO S.R.L. PIZZERIA – POLLI ALLA BRACE

pizzerie

Palermo
138, Via Brunelleschi Filippo
Tel.091 201066

 

AL CONVENTO

pizzerie

Palermo
Via Castellana Bandiera
Tel.091 361034, 091 6375510, 347 5959278, 349 6735732

 

AL RUFFINI

pizzerie

Palermo
Via Padre Rosario Da Partanna
Tel.091 6716892, 091 6721948, 389 5576919

 

ALEX BAR PIZZERIA SCALICI STEFANO

pizzerie

Palermo
2270, Viale Regione Siciliana Nord-Ovest
Tel.091 409122

 

ALIMENTARIA SICULA SRL FORNITURE PASTICCERIE – PIZ

pizzerie

Palermo
9, Via Scontrino Antonio
Tel.091 6452740

 

ALLOTTA GIUSEPPE PIZZERIA – ROSTICCERIA – POLLERIA

pizzerie

Palermo
9, Via Besio Giovanni
Tel.091 205264

 

AMIRA

pizzerie

Palermo
39, Via Cluverio
Tel.091 333733

 

BAR PIZZERIA GASTRONOMIA MIKAMALE

pizzerie

Palermo
Via Terra Santa, 87
Tel.091 2513395

 

BOSCO PIZZA E POLLI PIZZERIA

pizzerie

Palermo
11, Piazza Micca Pietro
Tel.091 6680982

 

BRUTTO IGNAZIO

pizzerie

Palermo
48, Via Aquileia
Tel.091 220296

 

C.D.A. GIANNI PIZZERIA & SPIEDO SNC

pizzerie

Palermo
4/S, Via Tricomi Ernesto
Tel.091 596895

 

CARACAPPA TRATTORIA E PIZZERIA AL CANNETO

pizzerie

Palermo
148, Via Aquino
Tel.091 6683036

 

DA.MA. SAS DI MANNINO FRANCESCO & C. PIZZERIA LOCO

pizzerie

Palermo
27, Via Campolo Giovanni
Tel.091 6810460

 

DI MAIO ANTONINO

pizzerie

Palermo
1, Piazza Noce
Tel.091 6822058

 

DIMENZIONE PIZZA

pizzerie

Palermo
Piazza Matteo Maria Boiardo
Tel.091 341897

 

G.& G. DI GUERRERA MASSIMO E CO. S.A.S.

pizzerie

Palermo
Via Dei Nebrodi 27
Tel.091 516558, 393 0909597

 

GAMBINO GIUSEPPE

pizzerie

Palermo
Viale Piazza Armerina
Tel.091 6731315

 

GLIAMANTI BAR RISTORANTE PIZZERIA

pizzerie

Palermo
113, Via Gagini Antonio
Tel.091 589976

 

GUELI GIOVANNI TRATTORIA PIZZERIA

pizzerie

Palermo
57, Via Sperlinga
Tel.091 334678

 

IL BARO

pizzerie

Palermo
20, Via Mario Rutelli
Tel.091 303110

 

IL MAGO DELLA PIZZA DI D’AMICO GIADA

pizzerie

Palermo
138/A, Via Perez Francesco Paolo
Tel.091 6168544

 

IL TIPICO E IL PARTICOLARE RISTORANTE PIZZERIA DI

pizzerie

Palermo
Via Crispi Francesco 56/58
Tel.091 5076972

 

LO PICCOLO AGR. GIORGIO FARINE E PRODOTTI PER PANI

pizzerie

Palermo
2, Via Due Vanelle
Tel.091 6600198

 

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Pizzerie take away Brescia

 Asporto  Commenti disabilitati su Pizzerie take away Brescia
Dic 262014
 

IL DIAMANTE PIZZA D’ASPORTO

asporto

Brescia
3/5, v. Diciasettesima
Tel.030 2000408

 

EUROPIZZA PIZZA DA ASPORTO

asporto

Brescia
96, v. Corsica
Tel.030 2422029

 

PIZZERIA TAKE AWAY – ASPORTO E DOMICILIO

asporto

Brescia
6/d, v. S. Eustacchio
Tel.030 303976, 320 6190865

 

LA NUOVA PRIMAVERA

asporto

Brescia
212, vl. S. Eufemia
Tel.030 2350013

 

PIZZERIA RISTORANTE LE RONDINELLE

asporto

Brescia
19, v. Stadio
Tel.030 2007274

 

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Pizzerie d’asporto a Milano

 Asporto  Commenti disabilitati su Pizzerie d’asporto a Milano
Dic 262014
 

SUSHI KOBOO

asporto

Milano
1, vl. Col di Lana
Tel.02 8372608

 

RISTORANTE KILIMANGIARO

asporto

Milano
7/9, v. F. Casati
Tel.02 2049617

 

NU PURE ASIAN CUSINE

asporto

Milano
70, v. Feltre
Tel.02 89059291, 02 26413212

 

PIZZERIA DA GIULIANO

asporto

Milano
60, v. Sarpi
Tel.02 341630

 

TARA RISTORANTE INDIANO

asporto

Milano
16, v. Cirillo
Tel.02 3451635

 

KANDOO NIPPON RESTAURANT

asporto

Milano
38, vl. Corsica
Tel.02 70126079

 

PIZZERIA RISTORANTE BOLLICINE

asporto

Milano
3, v. Monfalcone
Tel.02 2155027

 

RISTORANTE PIZZERIA RENDEZ VOUS

asporto

Milano
11, v. Losanna
Tel.02 342996

 

LANGOSTERIA 10 – BISTROT E BOTTEGA

asporto

Milano
2, v. Bobbio (ang. v. ConiZugna)
Tel.02 58107802

 

AL BASILICO FRESCO

asporto

Milano
21, vl. Abruzzi (ang. v. Maiocchi)
Tel.02 29516529

 

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